Gli hashtag

Analizziamo oggi i hashtag o tag, ovvero le parole chiave. Sarà capitato a tutti almeno una volta di notare una parola preceduta dal simbolo cancelletto (#) navigando in internet o accedendo ad un social media. I tag sono per l’appunto questo, parole di ricerca. A che cosa servono? Come si usano?

Pubblicando una fotografia senza nessuna scritta nella descrizione può voler dire passare solo la metà del concetto che si vuole esprimere. L’immagine di un paesaggio senza aggiungere nient’altro indica semplicemente che è stata scattata in quel luogo. Aggiungendo hashtag come ad esempio #alone, #solo, #solitudine, si lascia intendere che questa rappresenta uno stato d’animo negativo. Ad esempio, che si sta passando un brutto momento. Con l’utilizzo di altri tag assieme all’immagine, come ad esempio #beatifulmoment, #momentospeciale, si passa il messaggio opposto. In questo caso, quello condiviso è un bel momento che merita di essere ricordato in modo particolare.

Normalmente i tag per l’utente medio servono per descrivere la foto, ma non solo. Fanno capire ad Instagram che contenuti si stanno pubblicando e allo stesso tempo danno la possibilità ad altri utenti interessati a quell’argomento di creare un contatto per farsi trovare, per chiedere informazioni o fare domande.

Il massimo numero di hashtag disponibili per fotografia è di trenta. Sembra scontato, ma tutti devono contenere all’inizio il simbolo cancelletto per poter comparire successivamente all’interno delle ricerche. Vale la pena sfruttare l’utilizzo di tutti questi tag per le proprie immagini? Assolutamente sì, poiché c’è la possibilità di poter essere trovati da un maggior numero di persone, e questo resta sempre in ogni caso lo scopo principale.

Esiste inoltre una strategia per poterli utilizzare in maniera efficace, suddividendoli in tre gruppi. Dieci tag devono essere specifici della fotografia, indicanti sommariamente i contenuti principali visibili. Altri dieci tag devono essere generici, nel senso che descrivono la situazione (se si è al lavoro, a casa, in vacanza, a scuola…) indicando il perché l’utente ha scelto di  scattare quella foto. Gli ultimi dieci tag devono essere di tendenza, ovvero quelli che vanno per la maggiore adesso, quelli più utilizzati.

Infine, è bene prestare attenzione a due ultimi aspetti. Alcuni hashtag troppo generici (#instagram, #instalove, #instalife…) hanno subito delle modifiche, poiché il loro utilizzo era molto gettonato, ma non per aggiungere un valore all’immagine. Il loro sfruttamento prevedeva solo il raggiungimento di ulteriore visibilità. Un post che contiene almeno uno di questi tag vede cancellati automaticamente tutti gli altri tag, nonostante la pubblicazione del post avvenga lo stesso.

Infine, se un post viene modificato entro le 24 ore dalla data di pubblicazione, subisce una penalizzazione da parte di Instagram in termini di visibilità, perché secondo la piattaforma, un contenuto pubblicato che in poco tempo merita già una modifica al suo interno non è opportuno sia visto da troppi utenti.