Facebook e i contratti di partnership

Con l’articolo di oggi vedremo di chiarire alcuni concetti di base legati ai contratti di partnership e del perché vengano proposti da alcune piattaforme come Facebook.

Qualche tempo fa i social network si sono resi conto che, per quanto riguarda la scelta di contenuti da pubblicare, i video sono il futuro. È ormai evidente che le stories vanno per la maggiore, a tal punto che hanno deciso di implementare le funzionalità per questo tipo di contenuti su tutti i social (anche su linkedin).

Parlando di video, per non perdere l’attenzione del pubblico, inizialmente c’era la riproduzione automatica appena questi venivano visualizzati nel feed. Oppure, come su YouTube, la possibilità di fare le classifiche e di continuare a guardare questi video sempre con la riproduzione automatica.

Questo cosa ha comportato? Gli utenti e le aziende, vedendo che facebook spingeva molto i contenuti video hanno iniziato a pubblicarne moltissimi. Questo portò ad una crescita vertiginosa del social in quanto i creatori di contenuti erano privilegiati e le persone si collegavano pe vedere questi contenuti, ma non c’era la possibilità di monetizzare per facebook, ovvero di trarne un profitto.

Ciò era dovuto principalmente all’assenza di contratti di partnership chiari, stipulati con i creatori di questi video. In pratica, era un’occasione di guadagno persa. Si è dunque stabilito di sospendere la riproduzione automatica e le playlist dei video. Di contro, lo studio si è concentrato nella stesura dettagliata di questi contratti di collaborazione per incentivare la pubblicazione di contenuti. All’estero queste partnership sono già definite e operative. In Italia arriveranno con un leggero ritardo, solo per un discorso di programmazione di lingua.

Per quanto riguarda Instagram, non ci sono ancora notizie certe sull’attivazione o meno questi contratti. La ragione è da attribuire alla presenza massiccia di numeri falsati, dei famigerati bot, dell’acquisto improprio di like, follower e visualizzazioni. Per quanto riguarda Facebook, è ormai comune la proposta di un contratto di partnership a chi pubblica dei video con numeri alti e tante visualizzazioni. (Potranno farlo solo le pagine che hanno 10000 visualizzazioni mensili)

Come su YouTube, l’ordine di grandezza è circa 1.000 visualizzazioni = 1 euro. Di conseguenza, per coloro che gestiscono pagine con numeri elevati ci sarà la possibilità di guadagnare effettivamente, perché si verrebbe pagati per generare contenuti sempre nuovi e originali. L’obiettivo di fondo non si limita alla visualizzazione del video in sé, ma anche all’aumento del tempo di permanenza sulla piattaforma degli utenti.

Su Instagram, come accennato prima, è presumibile che questi contratti siano ancora in fase di studio, ma questo lo si vedrà più avanti. Resta comunque il fatto che Facebook sia una piattaforma più consolidata rispetto ad Instagram, con una minore possibilità di falsificare i numeri.

Quindi, su quale piattaforma conviene investire?

Da un lato c’è Facebook che consente ai suoi utenti di generare un guadagno con video pubblicati tramite la stipulazione di contratti di partnership. Questo nonostante nell’ultimo anno non sia più il social network in grado di registrare numeri elevati in poco tempo (prima si parlava del 3 – 4% di incremento all’anno per le pagine, adesso è dello 0,5%).

Dall’altro Instagram che resta la piattaforma di tendenza, dove si può raggiungere una discreta notorietà in poco tempo, per il momento ancora senza l’incentivo della monetizzazione.

Lascio a voi la scelta

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